Dunamis Architettura

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L’intervento proposto nasce dalla volontà di far coincidere le potenzialità del complesso storico della prima zecca del Regno d’Italia con le esigenze funzionali illustrate dal bando. L’obiettivo della massima fruibilità degli spazi e fluidità dei percorsi riprende ed interpreta le linee tracciate dal programma alla base del concorso, condividendo e valorizzando la scelta fondamentale di un complesso in cui le differenti funzioni possano dialogare in autonomia, cercando la coerenza tra scelte architettoniche, soluzioni tecniche e di allestimento. Tra il nuovo intervento e l’edificio storico è necessario mantenere una relazione continua, riscrittura che rispetti la preesistenza, che si vuole tutelare nel suo ruolo di riferimento urbano e simbolico.

Due accessi a livello del Piano Terra conducono a due corti, fulcri dei due macro sistemi del nuovo complesso: Il Polo Artistico e il Polo dell’Artigianato. La prima, a sud-est, è al centro del sistema museale e, traendo ispirazione dal rumore delle macchine idustriali che in origine si diffondeva all’interno degli spazi della fabbrica, ospita un’ installazione sonora collocata nel luogo in cui sorgeva la ciminiera. Il Polo Artistico ospita sia l’esposizione permanente che quelle temporanee, facilitando la distribuzione dei flussi e la fruibilità degli spazi. Una strada interna conduce alla seconda corte, intorno alla quale ruotano le attività legate all’artigianato, il centro congressi e le aree ristoro; con il restauro del padiglione in cavalletti di cemento tutto il polo dell’artigianato si ispira al tema della Fabbrica. A livello del Primo Piano si inizia ad intervenire sul complesso in modo più consistente. Nei due corpi laterali si prevede la completa trasformazione della configurazione interna, con il solo mantenimento delle murature esterne e del partito decorativo. Un corpo vetrato in aderenza alla controfacciata diventa elemento distributivo che conduce alla biblioteca, al punto ristoro e alla sala lettura. Proprio questa assume un ruolo rilevante all’interno del progetto dal momento in cui si sceglie di elevarla a tripla altezza e vetrarne la copertura, permettendo il contatto visivo tra questa e gli spazi posti superiormente. Considerando l’imponenza del complesso sul fronte di via Principe Amedeo si è scelto di inserire il nuovo volume di ampliamento della Scuola della Medaglia nella parte ad esso retrostante e centrale rispetto al lotto, così da essere percepito solo da una visione laterale, in armonia con l’edificio storico. Nel progetto si è deciso di restaurare e valorizzare il complesso nella sua configurazione originaria e di intervenire più liberamente soltanto nelle parti aggiunte successivamente. Seguendo questa strategia, il nuovo volume sostituisce le ali centrali del secondo e terzo piano, postume al progetto originario. Il nuovo elemento, a forma di spirale, si riveste di un involucro metallico, distinguibile dal sistema della muratura storica e dalla sua partitura decorativa; L’involucro siffatto è un richiamo alle medaglie sia nella colorazione dorato/brunita, sia nella riproduzione, tramite micro forature nella lamiera, delle immagini delle monete storiche.  

Crediti:

Design Team: 3TI, n!studio Susanna Ferrini, Dunamis Architettura, Raffaele Carlani
Immagini: Level Archiviz, Mauro Mauriello, Mograph Studio
Collaboratori: Andrea Aternini, Olimpia Castellano, Mauro D’Angelo, Francesca Palmerini

Sito:
Roma (RM) – Italia

Anno:
2019

Committente:
Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato

Programma:
18.870 mq – Recupero e rifunzionalizzazione del complesso

Budget:
€ 28.300.000