Dunamis Architettura

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Phasmatodea

EUROPAN 13
Adaptable City 2
Espoo – Self Organization-Sharing-Project/Process

Descrizione:

Il masterplan nasce dallo studio dell’interazione tra uomo e natura. Resilienza, adattabilità, integrazione, condivisione ed evoluzione; questi princpii sono gli strumenti per dare risposte a nuovi possibili scenari e ognuno di essi diventa un punto nodale nella strategia di pianificazione. Il sito, fortemente antropizzato, nel progetto diventa un luogo dotato di resilienza, di capacità rigenerativa: le strade, i parcheggi e le aree già costruite diventano spazi utili da sfruttare nel processo di rinnovamento. La radura tra gli alberi, invece, è il luogo dell’adattabilità, nel quale è l’azione umana ad essere mitigata in favore di una coesistenza armoniosa tra uomo e ambiente. L’equilibrio tra gli spazi sottratti alla natura e il riuso di aree precedentemente urbanizzate produce un bilancio positivo in favore della natura stessa, assicurando, attraverso dei corridoi verdi (i patii) una continuità tra i parchi. In questo modo il pricipio di integrazione diventa proprio del sistema edificato e il costruito, come un insetto stecco (fam. delle Phasmatodea), si mimetizza, assumendo le connotazioni dello spazio che lo circonda. Il volume risultante, muovendosi tra la vegetazione, lascia dei vuoti che diventano gli spazi di condivisione, non solo tra fruitori differenti, ma anche tra fruitore e natura. Il sistema così progettato risulta in grado di evolversi a seconda degli scenari possibili: in caso di aumento della popolazione è prevista la trasformazione dei volumi destinati a parcheggio in abitazioni, con conseguente aumento della mobilità sostenibile. Invece alla contrazione demografica il sistema risponde con una riduzione dei volumi edificati, dando maggior spazio al verde interno agli edifici. In questa visione generale, l’edificio del campus e delle residenze si muove, partendo dalla piazza, lungo l’odierna viabilità, immersa nel parco, per poi farsi strada tra gli alberi. In questo modo si ha la percezione che esso si nasconda nel verde, antropizzando uno spazio in realtà già urbanizzato. Inoltre l’articolato volume si stacca da terra, non solo per salvaguardare la radura, ma anche per meglio interagire con i percorsi pedonali e ciclabili.
Nella distribuzione delle funzioni si è poi cercato di adottare una strategia tale da garantire flessibilità d’uso e trasformabilità. L’accesso alle principali funzioni universitarie avviene a sud del sito: laboratori, uffici amministrativi ed aule disegnano, con volumi scolpiti, una nuova piazza, relazionandosi ed integrando un edificio realizzato da Alvar Aalto. A dominare su questa ordinata geometria c’è il volume che accoglie il bar, il cui ingresso da Otakaari diventa una sorta di ponte che conduce al blocco residenziale. Ulteriori ingressi sono poi localizzati nei patii, i vuoti di connessione uomo – natura, a cui si accede a piedi o attraverso la pista ciclabile, completamente integrata nel sistema. L’intero piano terra “dell’edificio stecco” è occupato da servizi (negozi, minimarket, palestra, sauna, sala multimediale, aule per la musica), mentre i piani superiori ospitano le residenze, articolate intorno a spazi comuni strettamente connessi ai patii.
Nell’uso dei materiali si è poi rispettato il linguaggio aaltiano, rielaborando il dialogo tra le pareti in mattoni e le superfici in rame ossidato che rivestono la pancia dell’edificio e che si oppongono al verde della radura.

Crediti:

Capogruppo: Giovanna Marchei
Design Team: Dunamis Architettura (Stefano Balassone, Lorenzo Cantalini, Giovanna Marchei, Roberta Pezzuti), Mauro Mauriello
Collaboratori: Olimpia Castellano, Nicoletta Colagrande, Chiara Colapietro

Sito:
Espoo – Finlandia

Anno:
2015

Committente:
Aalto University – Municipalità di Espoo

Programma:
25.000 mq – Housing | 6.000 mq – Campus