Dunamis Architettura

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Piazza della Scala

Descrizione:

LA GENESI DEL PROGETTO URBANO – Definizione spaziale della piazza
Il progetto muove dal tema di come sia possibile concepire un intervento urbano dovendo intervenire su una piazza già inquadrata da edifici monumentali. Si è trovata risposta nella necessità di considerare come unico fronte plasmabile il piano di calpestio della piazza che viene modellato plasticamente in base agli elementi che lo cingono, ciascuno riletto in chiave contemporanea, in funzione del ruolo che la città di oggi gli riconosce.
L’individuazione della geometria di base (tela) nasce dalla volontà di dilatare lo spazio-piazza, costretto nelle dimensioni dell’isolato demolito. La tela rettangolare si appoggia sulla direttrice dettata da Palazzo Marino che ricalca l’antica cinta fortificata. A dialogare con la tela è stata conservata la memoria storica del luogo, riconosciuta nel sistema geometrico di forma quadrata che contraddistingue il progetto beltramiano.
L’intervento ottocentesco ha creato un vuoto urbano, privando gli altri edifici del confronto con il volume edificato. L’odierna piazza è resa statica dal carattere centripeto, dovuto non al gruppo scultoreo, ma alla cinta alberata che lo nasconde.
Nel progetto si è scelto di ribaltare questo sistema, aprendo lo spazio centrale della piazza e le viste sul monumento e incidendo sulla tela due direttrici principali:
1. Il fronte destro della galleria che porta nella piazza la connessione con piazza Duomo;
2. La diagonale che lega largo Ghiringhelli al margine delle Gallerie d’Italia.
L’incontro fra le geometrie descritte genera le linee convesse che caratterizzano la proposta, dando a Piazza della Scala una spazialità nuova, in grado di materializzare i principali obiettivi di progetto.
IL SISTEMA DEGLI SPAZI PUBBLICI – Valorizzazione dell’ambiente urbano-storico

Il sistema culturale

Il progetto vuole materializzare sulla piazza il collegamento, oggi poco riconoscibile, con piazza Duomo, tracciato con l’edificazione della Galleria Vittorio Emanuele II. Questa direttrice riveste un ruolo importantissimo divenendo un vero ‘percorso della cultura’ che lega il Duomo stesso con piazza della Scala e di conseguenza il Museo del Novecento con le Gallerie d’Italia.

Il sistema del verde

Si è scelto di liberare il centro della piazza e il monumento dalla cornice verde, aprendo tutte le visuali godibili dalla piazza; gli esemplari di acero sono stati ricollocati in altri punti. Un primo filare è posto a segnare, lungo via Manzoni, la giacitura del vecchio fronte edificato; questo renderà possibile tornare a inquadrare il Teatro della Scala con l’angolazione e le visuali libere che si presentavano al cittadino all’epoca della sua edificazione. Gli altri esemplari troveranno posto negli adiacenti largo Ferrari e largo Mattioli che andranno a costituire due angoli verdi di città, sottratti ai veicoli e restituiti ai pedoni.

Il sistema della mobilità

Al fine di rendere l’area una ‘zona a pedonalità privilegiata’ e conservare il transito delle vetture su alcuni percorsi, si è scelto di far sentire tutti i veicoli a motore come ‘ospiti non desiderati’, trattando i fondi carrabili con materiali propri delle aree riservate ai pedoni. Discorso diverso si è pensato per la mobilità sostenibile: la rotta ciclabile e il percorso storico del tram. Nel primo caso è stata tracciata una fascia compatta che conduce dalla nuova pista di via Verdi alla stazione Bike-MI, mentre nel secondo, il tracciato esistente viene marcato da elementi in pietra di Cuasso.

LA REINTERPRETAZIONE DEI MATERIALI DEL CONTESTO STORICO ARCHITETTONICO

Nell’area centrale sono reinterpretati diversamente i materiali che oggi caratterizzano la piazza. Il ruolo da protagonista spetta al granito Montorfano, utilizzato in due diverse tonalità, una più scura e una più chiara, già presente in piazza San Fedele. Questo materiale traccia un disegno a fasce di varia larghezza (con pezzatura più piccola nelle fasce chiare), appoggiate sulle varie giaciture suggerite dal contesto.
La tela è trattata con materiali ugualmente tipici del centro di Milano, ma oggi estranei al sito d’intervento: è stata tracciata una maglia quadrata in conci di Beola bianca, ritmata da fasce in ciottolo per tutta la sua estensione e dissolta in prossimità delle sedute.
Si è invece scelto di ridurre l’impatto dei toni rossi del granito di Cuasso che nel progetto individua le aree percorribili da auto, bici e tram.

Crediti:

Capogruppo: Lorenzo Cantalini
Design Team: Dunamis Architettura (Stefano Balassone, Lorenzo Cantalini, Giovanna Marchei, Roberta Pezzuti)
Collaboratori: Chiara Colapietro, Olimpia Castellano
Immagini: Mauro Mauriello

Sito:
Milano – Italia

Anno:
2015

Committente:
Comune di Milano

Programma:
Riconfigurazione di piazza pubblica

Budget:
€ 2.000.000