Crediti
Anno: 2024
Sito: Italia - San Giovanni di Fassa (TN)
Committente: Comun General de Fascia
Programma: Sede Amministrativa - 1.720 mq
Budget: 3.000.000,00 €
Status: Concorso
Team: Architettonico: LCA Architetti, Dunamis Architettura - Collaboratori: Giuseppe Benso, Francesca Palmerini, Ailar Sajjadi, Debora Emili, Simona Santarelli - Immagini: Mograph Studio
La nuova sede comunale di Sen Jan nasce come architettura fortemente identitaria, capace di intrecciare tradizione e contemporaneità in un paesaggio di straordinaria forza. Inserita tra Vigo e Pozza di Fassa, l’opera dialoga con la storia del luogo – un tempo centro religioso e militare – e con i caratteri costruttivi della valle: il legno di larice, la pietra e i tetti spioventi.
Il progetto interpreta la tradizione con un linguaggio contemporaneo: la volumetria, scolpita e iconica, riprende le pendenze dell’edificio originario trasformandole in una sagoma dinamica che richiama i profili frastagliati delle Dolomiti. L’articolazione delle coperture rievoca le majon ladine e i camini montani, mentre gli spazi interni, pensati con forte valenza simbolica, esaltano la dimensione istituzionale attraverso ambienti di grande forza rappresentativa.
Il legno naturale è protagonista sia nella struttura che nel rivestimento dei fronti: listelli verticali creano un pattern romboidale ispirato alle case barricate, mentre le superfici scavate nel volume principale sono rivestite in doghe carbonizzate, a sottolineare il contrasto tra pieni e vuoti. La frattura del corpo di fabbrica genera una corte alberata, in dialogo con la piazza coperta e con il paesaggio dolomitico che entra negli interni attraverso scorci, affacci e grandi vetrate.
L’organizzazione spaziale distingue i livelli per carattere e funzione: il piano terra ospita atrio e spazi pubblici, il primo piano gli uffici direzionali, mentre l’ultimo accoglie i luoghi istituzionali come la sala del Consei General e quella del Consei de Procura, con luce zenitale e spazi fortemente espressivi.
Ne risulta un edificio che unisce memoria e innovazione, radicato nella tradizione ladina, ma proiettato verso il futuro, capace di rappresentare con forza la comunità che accoglie e rappresenta.